La Repubblica post presidenziale

Ora che il 65° governo della Repubblica sta per essere varato, mi permetto una piccola riflessione sull’andamento delle trattative.

All’inizio tutto si è svolto come al solito: le delegazioni salgono al Quirinale, il Presidente sente tutti, li riconvoca, affida due mandati esplorativi ai Presidenti di Camera e Senato e via così.

A un certo punto l’accelerazione e la sorpresa: i Dioscuri della “Terza” Repubblica prendono la situazione direttamente in mano. Di Maio e Salvini decidono che si può fare, avvisano il Presidente, si incontrano, si rincontrano (tra l’altro al Pirellone di Milano, come a dire che si vedono dove fa loro più comodo), decidono tutto e poi chiamano il Quirinale per dire che sono pronti.

Nel frattempo il Presidente della Repubblica, in giro per l’Italia tra un raduno degli Alpini e una commemorazione di Einaudi, ribadisce con determinazione e pacatezza che lui non è un notaio. E naturalmente tutti gli organi di informazione a dire che è proprio così.

Siamo entrati nella Terza Repubblica? Non lo so, ma probabilmente siamo entrati nella Repubblica Postpresidenziale, quella in cui il Presidente non decide praticamente nulla, ma semplicemente prende atto di quello che i partiti vincitori delle elezioni hanno deciso.

E’ una delle tante cose di cui dobbiamo ringraziare Matteo Renzi, il quale, dopo Presidenti variamente interventisti ha imposto Sergio Mattarella.

I tre protagonosti

I tre protagonisti

Renzi e Clooney: la tempesta perfetta

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Che dire dei risultati italiani delle elezioni europee del 25 maggio?

Abbiamo assistito alla “tempesta perfetta”: per Renzi è andato tutto bene, e si è fatto andar tutto bene.

Cosa ha fatto Renzi per arrivare allo straordinario risultato del 40,8% per il P.D.?

  1. Si è fatto nominare Presidente del Consiglio giusto in tempo per arrivare alle elezioni di maggio senza poter essere criticato per il suo operato, perché non ha fatto in tempo a fare quasi nulla, se non, e questa è la grande furbata, dare gli 80 euro a tante persone. Quando gli altri si accorgeranno che li ha presi dalle loro tasche, ormai sarà troppo tardi.
  2. Ha generato un clima di fiducia, accettazione, speranza, rassegnazione, attesa, intorno a sé e di conseguenza al suo partito. E’ veramente come la D.C. di tanti anni fa: l’elettore medio si domanda: “perché non dovrei votarlo? Che pericolo corro?” Qualcosa di simile era parzialmente riuscito al Berlusconi dei tempi migliori: a meno di essere un comunista convinto, perché non votarlo? Ma lui aveva contro la stampa, mentre Renzi ce l’ha quasi tutta ai suoi piedi.

Cosa invece hanno fatto gli altri per aiutarlo a stravincere?

Semplice: non aveva opposizione, o almeno opposizione credibile.

  1. La maggior parte degli italiani, anzi un numero in crescita, continua a non fidarsi di Grillo: in fondo in più di un anno di presenza in Parlamento non ha combinato nulla, se non mandare al diavolo tutto e tutti. Può della gente simile governare l’Italia? E soprattutto: può farlo meglio del rassicurante e giovane fiorentino?
  2. Il centrodestra è profondamente in crisi e diviso. Berlusconi al tramonto, Nuovo Centro Destra che non sfonda, Lega isolata sulle sue proposte, Fratelli d’Italia anch’esso con pochi consensi, Scelta Civica in bilico tra sparizione e sudditanza al P.D. Con una proposta così incerta e divisa molti italiani hanno preferito spostarsi sulla speranza/tranquillità di Renzi.

Difficilmente queste condizioni “perfette” si ripresenteranno in futuro: la scommessa di Renzi è cercare di meritare la fiducia ottenuta e convincere gli italiani a votarlo per adesione al suo progetto e non perché non c’è nulla di meglio.

Dubbi sulla nuova legge elettorale

Scusate la punta di polemica. Nella nuova legge legge elettorale è prevista l’alternanza uomo/donna per ogni lista presentata, a pena di nullità. Ma come la mettiamo con transessuali, transgender etc.? Dovremmo riservare uno spazio anche a loro? E poi: nella dicitura uomo o donna non fa differenza che sia etero o omo? Bisognerebbe trovare una soluzione…Renzi e Berlusconi

viva la legge!

Anreotti diceva che i matti si dividono in due categorie: quelli che credono di essere Napoleone e quelli che vogliono riformare le ferrovie.
Mi permetto di parafrasare la sua battuta e direi questo: gli amanti delle cause perse si dividono in due categorie: quelli che vogliono il ritorno del re e quelli che dicono che Berlusconi è ineleggibile.

Una legge del 1957, quando, si noti bene, la televisione “commerciale” in Italia era ancora nella mente di Giove, pare escludere l’eleggibilità di Berlusconi in Parlamento.
Ora, a parte il fatto che l’interpretazione della norma è controversa, oggi sul Corriere l’ex presidente della Corte Costituzionale Capotosti afferma che non ritiene sia applicabile a Berlusconi, come si fa a porsi il problema dell’eleggibilità di una persona che è stata eletta sei volte con milioni di voti?
Abbiamo sbagliato tutto per vent’anni? Può darsi… E chi glielo dice ai milioni di elettori che l’hanno votato, e ai molti più milioni che, magari malvolentieri, l’hanno avuto come presidente del Consiglio, che quello lì non ci doveva essere.
E chi glielo dice a Clinton, Bush, Obama, Blair, Cameron, Sarkozy, Hollande, Merkel etc. etc. che abbiamo scherzato?
Non ci potremmo occupare di qualcosa di più serio?
Ha ragione Renzi: finchè la sinistra si occupa non di vincere e di risolvere i problemi dell’Italia, ma di squalificare l’avversario, non diventeremo mai un Paese serio.
Ma tanto la colpa è sempre del Nemico diabolico, del Gobbo, della Cia, del Vaticano…
Mai, non dico un’auotcritica, ma almeno un po’ di realismo.
Non parliamo poi della proposta di legge per non far presentare alle elezioni il Movimento 5 stelle…. Qui non c’è nemmeno la scusa dell’interpretazione di una legge fatta ai tempi di Nilla Pizzi e per tutt’altro obiettivo: c’è il tentativo di pasteggiare su un cadavere che, al momento, appare invece molto vitale.
Uno lo dichiari ineleggile, gli altri li elimini da subito; insomma tutta l’Italia felice correrà a votare per la sinistra, come le altre volte…

Povera Italia!

W Re Giorgio!

Eccoci finalmente: rieleggiamo Napolitano. Tutto sommato è la soluzione migliore dopo il suicidio, la divisione, l’arroganza delle sinistra italiana.
In poche ore sono riusciti a far fuori due padri fondatori del loro partito, un segretario, un presidente del partito, e probabilmente anche un futuro segretario (a meno che non si dimostri che Renzi, dopo aver sponsorizzato Prodi e averlo visto (?) affondare non abbia vinto…)

Un record mondiale: hanno fatto tutto loro. E meno male che avevano vinto le elezioni….
Animo ragazzi! Forse è la volta buona che il Centrodestra, se non non continua a dividersi e a farsi del male, si riprende in mano l’Italia.
Ma stavolta un po’ più di serietà.
E che dire di Grillo? Il nuovo che avanza è Stefano Rodotà…
Mi viene un sospetto: forse l’hanno scelto perchè ha un cognome che si presta bene per essere scandito e co cui si possono fare tante rime.
Viva l’Italia! Viva la saggezza di Napolitano! Viva la perseveranza di Berlusconi e Monti!

Ovviamente buon Natale

Che dire? buon Natale a tutti. Per quanto riguarda l’anno nuovo siamo forse meno ottimisti. Abbiamo Berlusconi che ritorna e non si capisce bene cosa ci propone; abbiamo Monti che ci vuole “guidare”, facendo impallidire la superbia del Generale De Gaulle; abbiamo una sinistra che non si vuole rinnovare. Ma ce la faremo, probabilmente da soli.

Insegnanti italiani, una massa di fannulloni?

Il 12 ottobre abbiamo assistito ad un fenomeno nuovo e inaspettato: studenti e insegnanti uniti a protestare in piazza.
E’ accaduto che una manifestazione già organizzata dalla CGIL per altri motivi si è trasformata in una vivace protesta contro alcune previsioni della legge di stabilità del governo.
In particolare i docenti italiani protestano contro la prospettiva di veder aumentare il proprio orario di lavoro settimanale dalle attuali 18 ore a 24 ore, e senza alcun aumento di stipendio. Continue reading

riprendo

Dopo un lungo periodo di attesa e di riflessione, ho deciso di riattivare il mio blog; riprendo quindi i rapporti con gli amici che mi seguivano e spero di incontrare nuove persone con cui commentare i fatti della vita e dell’attualità. Per il momento un caro saluto e grazie a tutti