Elezioni siciliane: qualche numero per guardare al futuro.

Il 5 novembre si sono svolte le elezioni per il presidente e i componenti l’assemblea regionale siciliana.

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I risultati sono noti; vorrei solamente tentare una piccola analisi, soprattutto basata sui numeri, che in politica, come nella vita in generale, sono tanto importanti.

  1. Il centrodestra vince, o compete, se si presenta unito con candidati/o credibili. E’ un’ovvietà, ma ripeterla non fa mai male.
  2. La sinistra-sinistra o sinistra radicale appare poco o nulla rilevante. In Sicilia prende il 5,20% e il suo candidato Claudio Fava, un personaggio di livello nazionale da decenni, solamente lo 0,90% in più; ma su questo ritorneremo. Non dimentichiamo che per settimane ci sono state propinate previsioni secondo cui Fava era in competizione con Micari (centrosinistra) per il terzo posto…
  3. Veniamo finalmente ai numeri:
  4. Nello Musumeci vincitore per il centrodestra prende il 39,80% dei voti validi, ma la somma delle liste che lo appoggia prende il 42,10%. Il 2,30% degli elettori del centrodestra ha votato la lista prescelta, ma non Musumeci.
  5. Giancarlo Cancelleri candidato per il Movimento 5 Stelle prende il 34,70% ma la sua (unica) lista prende il 26,70%. L’8% dei votanti per Cancelleri non sono elettori 5 Stelle.
  6. Fabrizio Micari candidato del centrosinistra raggiunge il 18,70% dei voti, ma la somma delle sue liste fa 25,40%. Il 6,70% degli elettori del centrosinistra non vota per il suo candidato.
  7. Infine Claudio Fava star della sinistra radicale prende il 6,10% ma la sua (unica) lista Cento passi per la Sicilia arriva solamente al 5,20%. Lo 0,90% degli elettori ha votato per Fava, ma non per la sua lista.

I conti tornano, fidatevi. Ma cosa vuol dire tutto questo?

Per il centrodestra vuol dire che il candidato va scelto proprio bene, se un uomo rispettato da tutti, alleati e avversari, perde comunque nel voto personale un 5% circa dei voti di lista. Era un po’ troppo di destra per i gusti di alcuni, ma sarebbe probabilmente stato lo stesso con un candidato considerato un po’ troppo moderato. Berlusconi, Salvini, Meloni devono lavorare bene per convincere tutto il potenziale elettorato che sperano di raggiungere.

Per il centrosinistra vuol dire una cosa molto semplice: quando il suo elettorato sa che non ci sono speranze di vittoria, piuttosto di far vincere Berlusconi & soci vota 5 Stelle.

Lì sono andati voti mancanti a Micari, oltre che qualcuno a Fava.

In conclusione, nonostante i quotidiani litigi e l’odio reciproco, centrosinistra e 5 Stelle sono oggettivamente alleati o alleabili, e all’abbraccio non sfuggirà certamente la sinistra radicale.

Ho sentito amici milanesi di quella parte politica dire che in Sicilia avrebbero fatto proprio così: voto a Cento passi e disgiunto a Cancelleri, pur di non far vincere Musumeci.

Forse per un’alleanza più sicura manca solo lo scalpo (metaforico per carità) di un giovane fiorentino?