Renzi e Clooney: la tempesta perfetta

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Che dire dei risultati italiani delle elezioni europee del 25 maggio?

Abbiamo assistito alla “tempesta perfetta”: per Renzi è andato tutto bene, e si è fatto andar tutto bene.

Cosa ha fatto Renzi per arrivare allo straordinario risultato del 40,8% per il P.D.?

  1. Si è fatto nominare Presidente del Consiglio giusto in tempo per arrivare alle elezioni di maggio senza poter essere criticato per il suo operato, perché non ha fatto in tempo a fare quasi nulla, se non, e questa è la grande furbata, dare gli 80 euro a tante persone. Quando gli altri si accorgeranno che li ha presi dalle loro tasche, ormai sarà troppo tardi.
  2. Ha generato un clima di fiducia, accettazione, speranza, rassegnazione, attesa, intorno a sé e di conseguenza al suo partito. E’ veramente come la D.C. di tanti anni fa: l’elettore medio si domanda: “perché non dovrei votarlo? Che pericolo corro?” Qualcosa di simile era parzialmente riuscito al Berlusconi dei tempi migliori: a meno di essere un comunista convinto, perché non votarlo? Ma lui aveva contro la stampa, mentre Renzi ce l’ha quasi tutta ai suoi piedi.

Cosa invece hanno fatto gli altri per aiutarlo a stravincere?

Semplice: non aveva opposizione, o almeno opposizione credibile.

  1. La maggior parte degli italiani, anzi un numero in crescita, continua a non fidarsi di Grillo: in fondo in più di un anno di presenza in Parlamento non ha combinato nulla, se non mandare al diavolo tutto e tutti. Può della gente simile governare l’Italia? E soprattutto: può farlo meglio del rassicurante e giovane fiorentino?
  2. Il centrodestra è profondamente in crisi e diviso. Berlusconi al tramonto, Nuovo Centro Destra che non sfonda, Lega isolata sulle sue proposte, Fratelli d’Italia anch’esso con pochi consensi, Scelta Civica in bilico tra sparizione e sudditanza al P.D. Con una proposta così incerta e divisa molti italiani hanno preferito spostarsi sulla speranza/tranquillità di Renzi.

Difficilmente queste condizioni “perfette” si ripresenteranno in futuro: la scommessa di Renzi è cercare di meritare la fiducia ottenuta e convincere gli italiani a votarlo per adesione al suo progetto e non perché non c’è nulla di meglio.